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La monopinna è diventata oramai una il sistema propulsivo preferito dalla gran parte degli apneisti. Questo perché in fondo è come dice Umberto Pelizzari, uno strumento più economico, più veloce e più efficace rispetto alle due pinne! Noi uomini però siamo abituati a camminare, a usare quindi entrambe le gambe in un movimento naturale di andi-rivieni che è completamente differente dal nuotare come i delfini con entrambe le gambe unite, per cui servono sicuramente delle conoscenze maggiori per riuscire a sfruttare al meglio le sue potenzialità. La superficie di spinta è maggiore anche se lo sforzo finale pare essere inferiore rispetto alle due pinne in quanto meglio distribuito su molti più muscoli del corpo, anzi su tutti. Non saranno più infatti soltanto le gambe a spingere le pale, ma tutto il corpo a partire dalle spalle e dalla schiena.
Ecco perché il movimento anche se più difficile da imparare e che sicuramente richiede un maggiore allenamento e una maggiore acquaticità, alla fine se fatto in maniera corretta permette di “sentire” un minore sforzo e un maggiore comodità di utilizzo. Insomma non solo si avrà la sensazione di fare meno fatica ma di farla in maniera più economica e comoda rispetto alle due pinne. Ovviamente in questi anni lo studio dell’attrezzo tecnico ha subito una notevole evoluzione. La monopinna è un strumento che noi apneisti abbiamo ereditato dai pinnatisti. In particolare è costituita da due parti fondamentali, la scarpetta e la pala. Le pale sono di vario tipo a seconda della spinta e della resa che si vuole avere variano le loro caratteristiche. Esistono pale in vetroresina, carbonio e carbonmix, comunque in materiale composito e si posso avere varie forme e dimensioni a seconda della resa che devono avere. La scarpetta è lo strumento fondamentale per la trasmissione del movimento dal piede alla pala, e avere allo stesso tempo la massima resa. In Italia esiste una ditta che con cura artigianale produce pinne e monopinne, la Mat Mas S.r.l. Faccio un paio di domande ai titolari, Roberto Chiola e Gianni Negrini, e a Massimo Negrini consulente tecnico della società e artefice di tutte le sperimentazioni e gli studi assieme al collaudatore e amico Mike Maric. Com’è nata la nuova maxi-evo Mat-Mas? Quale è stata l’evoluzione?Maxi evo e’ una monopinna nata dall’ “incrocio” di diversi prototipi di mono. Dovevamo ottenere una pinna che avesse un assetto molto stabile (grazie agli stabilizzatori e alla scarpetta inclinata) , con una reattività superiore alla norma e con una facilita’ di affondamento elevata. Queste caratteristiche erano già presenti in diversi nostri prodotti ad esempio: la mascotte ha una flessione della pala molto omogenea (infatti riesce a ricreare il famoso arco tra scarpetta ed estremità opposta che una pala deve fare per avere il massimo della spinta), il carbonio (o il mix) che ha un ottima reattività e il sistema montato sulla “evo uno” per conferire stabilità.Dopo una “pre” serie nata questa estate abbiamo tolto quei piccoli “difetti” della mono armonizzando il funzionamento della pala e degli stabilizzatori.Infatti sono cambiate forme e stratificazioni della pala e migliorata ulteriormente l’elasticità dei “wing” (vere e proprie ali montate come stabilizzatori). Ciliegina sulla torta (che ha un’incidenza notevole per il buon funzionamento) e’ la scarpetta anatomica. Per la realizzazione di quest’ultima il problema era modificare la scarpetta già in produzione senza intaccare la forma esterna e ridurre il volume interno aumentando il comfort (due cose che non vanno di pari passo). Infine abbiamo trovato un sistema con cui è la mono ad adattarsi alla forma del piede …….. Strano ma vero! In questo modo il piede viene “bloccato” nella scarpetta con un effetto ventosa diventando cosi un corpo unico con la mono senza avere dolore o crampi. La scarpetta è rigida e morbida tutta allo stesso modo?La nuova scarpetta e’ stata creata con diversi tipi di mescole di gomma per rinforzarla o ammorbidirla nei punti “giusti”……..oltre non ti posso dire! Siccome sono presenti degli elementi morbidi, non è che in profondità si potrebbero schiacciare e di conseguenza modificare la resa?La maxi evo e’ stata creata per il pinnato ,il jump blue e la dinamica. I materiali, che chiami morbidi, non danno alcuno schiacciamento almeno fino a 40 metri e comunque per la profondità esiste la evo uno……. Ora ancora più performante grazie ai cambiamenti fatti sulle pale. Non esiste una pinna sola per tutte le discipline (sarebbe troppo bello !) La scarpetta è incollata secondo un asse inclinato rispetto alla pala, perché?A dir la verità la scarpetta non è ne inclinata ne diritta, se la provi te ne renderai conto tu stessa. La scarpetta è stata creata in modo da fare assumere al piede una posizione ideale, come se fosse rilassato in modo da ottenere la posizione piede- pala più idonea. L’inclinazione maggiore quindi è per chi vuole fare più fatica ed avere una maggiore potenza esplosiva, esiste un’inclinazione ideale per gli apneisti?Entro certi limiti l’inclinazione riduce lo sforzo per muovere la mono ma contemporaneamente diminuisce la resa in potenza. Le monopinna usate per la velocità sono “piatte” o con una minima inclinazione. Chi deve percorrere lunghe distanze o risparmiare il fiato sceglierà una scarpetta più inclinata. È per questo motivo che la nuova generazione di scarpetta accontenta tutti. Non esiste un inclinazione ideale tutto dipende dalla postura del piede, è una questione soggettiva. La mono favolosa per un atleta non è detto che vada bene per un altro! Bisogna provarla per valutare la resa e avere la possibilità di trovarne una identica.Per ora Mat-Mas è fra le poche ditte (se non l’unica) a garantire una costante replicabilità della stessa monopinna. Mike, come ti sei trovato con la nuova monopinna?Sicuramente molto bene, il plantare conferisce una buona morbidezza e così pure la calzata è anatomicamente avvolgente per cui mi trovo decisamente bene. Devo dire che pian piano si stanno avvicinando alla “scarpetta ideale”. Questo prototipo è modellato a misura sul mio piede, per cui è confortevole. Da prima dei Mondiali “rompevo” a Mat Mas per aver delle scarpette più umane. Devo riconoscere che son stato ampiamente ascoltato, forse come portavoce di tanti amici che utilizzano la monopinna e devo dire che il prodotto finale è decisamente valido. Sicuramente stiamo pensando a delle migliorie, ma questo appunto è il bello cioè non accontentarsi mai e trovare costanti stimoli affinché chi “ collauda” e chi “fabbrica” siano in sintonia. Quanto la scarpetta di nuova concezione influisce sulla tua pinneggiata?Sicuramente l’effetto avvolgente della scarpetta mi ha migliorato credo nella pinneggiata, nel senso che ho la netta sensazione di controllare meglio l’attrezzo. L’effetto finale “ a pennello” è da me percepito diversamente rispetto al modello precedente, in quanto sento il piede comodamente inglobato per cui di conseguenza aumenta anche il controllo della mono. Il fatto che la pala sia galleggiante da una maggiore resa in dinamica? (com’è il “ritorno”? facile? O faticoso? La risonanza… etc)Sicuramente all’inizio l’effetto galleggiante non mi piaceva molto anzi, ho avuto molte difficoltà in quanto essendo già di mio positivo non riuscivo a controllare bene l’assetto. Abbiamo lavorato tutta estate togliendo e aggiungendo, provando e riprovando, finchè alla fine abbiamo trovato una bilanciatura perfetta. In acqua mi sento molto ben assettato, e pure la mono risulta ben controllabile. All’inizio la bilanciatura mi dava dei problemi, ora invece è corretta, situata nel punto giusto per cui riesci ad avere un buon equilibrio. Affondare la pala non risulta faticoso e così pure il ritorno. Il fatto che sia così “comoda” perché galleggiante, andrà sicuramente bene per il jump blue, ma durante il costante come si comporta? Debbo dire che in tutta onestà mi son allenato molto sulla dinamica e sul JB e gli sforzi fatti erano tutti orientati per queste discipline. Ho fatto poco costante negli ultimi mesi con quote tutto sommato poche impegnative, ero sempre sotto i 50 metri e devo dire che mi ha comunque dato grosse soddisfazioni in quanto mi trovavo sempre ben assettato e mai sbilanciato. Comunque stiamo pensando a delle migliorie per il costante. Di sicuro c’è sempre da migliorarsi, e ci stiamo provando.È chiaro che tutti gli sforzi sono concentrati per la dinamica e il JB; è anche vero però oltre all’attrezzo credo che sia fondamentale percepire una elevata sensibilità sull’attrezzo ed una buona tecnica in modo da riuscire a fare emergere tutte le componenti che entrano in gioco. |