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(dal documento originale sull’argomento, da me scritto a mano il 29 Marzo 1996) Come accade in molte circostanze della vita, la “scoperta” da parte mia di questo nuovo stile di nuoto subacqueo è stata del tutto casuale.A causa di una grave distorsione al ginocchio sinistro, infatti, sono stato a lungo impossibilitato a praticare la classica rana sub che viene da molto tempo insegnata nei corsi di immersione di molte associazioni subacquee.
Così non potevo eseguire uno degli esercizi giustamente ritenuti tra i fondamentali per la valutazione delle capacità acquatiche di un soggetto. Essendo assistente bagnanti per mari, acque interne e piscine (brevetto MIP 5653 della FIN), mi è venuta l’idea di coniugare due stili “acquatici”: l’over-arm che si insegna nei corsi di salvamento e la rana sub che si insegna nei corsi d’immersione. Il problema è che l’over-arm, che in superficie è così efficace e va rivalutato, specie nel salvamento, in immersione è poco efficace: ma non è poco efficace per la sforbiciata che lo caratterizza, bensì per il fatto che non si riesce a mantenere una quota costante e ad evitare di emergere, se non con sforzi che comportano un elevato consumo di ossigeno e quindi lo rendono inadatto come nuoto subacqueo. Come risolvere il problema? La mia idea è stata la seguente: prendiamo ciò che c’è di efficace nei due stili. Cosa c’è di molto efficace nella rana sub ? Le bracciate: esse consentono di percorrere molti metri in immersione, specie se intervallate da pause ben prolungate. Cosa c’è di molto efficace nell’over-arm ? La sforbiciata: se ben effettuata, anch’essa consente di percorrere molti metri, anche di più della “sgambata” che caratterizza la rana sub.Ecco dunque che si vengono a delineare le caratteristiche dell’over sub, che mi accingo a descrivere nel modo che ho pensato e collaudato, ma che può essere eventualmente suscettibile di miglioramenti. Entrata in acqua con tuffo, con le braccia estese in avanti, esattamente come si fa con la rana sub; pausa ... Quando sta per esaurirsi la spinta propulsiva del tuffo, energica passata di braccia; pausa... Ecco il punto chiave: quando sta per esaurirsi la spinta propulsiva delle braccia, rotazione del bacino dalla parte voluta, quella nella quale abbiamo la sforbiciata più efficace (personalmente mi riesce meglio la sforbiciata sul lato sinistro, cioè quella con gamba destra sopra e gamba sinistra sotto, ma per altri potrebbe riuscire meglio quell’altra), sforbiciata con allungamento in avanti delle braccia che avevamo preventivamente raccolto (esattamente come si fa nella rana sub) e graduale ritorno alla posizione col ventre verso il fondo e braccia estese in avanti; pausa... Quando sta per esaurirsi la spinta propulsiva della sforbiciata dovremmo trovarci in posizione praticamente parallela al fondo, pronti per un’altra energica passata di braccia; e così via... In sostanza, si tratta di un movimento “pendolare” nel quale si passa dalla posizione col ventre verso il fondo, pronti per la “passata di braccia”, alla posizione laterale pronti per la “sforbiciata”.Per capire meglio di che cosa stiamo parlando, più che una descrizione a parole, sarebbe più efficace vederlo in pratica o almeno vedere un filmato, ma per il momento dobbiamo accontentarci. Ci tengo a precisare che nelle condizioni di “miracolato”, con distorsione al ginocchio sinistro e allenamento praticamente nullo, nelle quali mi trovavo (29 Marzo 1996) al momento del “collaudo” di questo nuovo stile che ho chiamato over sub sono riuscito a percorrere 50 metri in apnea dinamica utilizzando la tecnica poc’anzi descritta. Quando l’ho detto al medico che mi seguiva per la fisioterapia, egli ha confermato le mie supposizioni (rinforzo della zona e nessuna sollecitazione negativa a carico del crociato), anche se sul suo volto mi è parso di leggere un po’ di incredulità… So che a molti queste misure potrebbero far sorridere, ma esse vengono qui riportate non certo per vantarmi, ma solo per cercare di dare un’idea dell’efficienza di tale stile in immersione; efficienza forse maggiore di quella della classica rana sub.Ritengo che molti degli attuali specialisti dell’immersione senza attrezzature potrebbero trarre giovamento ed incrementare sostanzialmente le loro quote utilizzando l’over sub. Concludendo, visti i risultati ottenuti, ho ragione di ritenere che il nuoto subacqueo over sub sia meritevole di una certa considerazione. Resto a disposizione per ogni chiarimento e per una “dimostrazione pratica” in bacino delimitato o al mare, in una delle prossime occasioni in cui ci si incontrerà, per coloro che fossero curiosi di approfondire l’argomento. Fabio Pilolli Istruttore AA n. IS06020161 Via Baccelli 25 – 41100 Modena Telefono e fax: 059 346740 Cellulare: 347 1501760 http://www.apnea-academy.com/content/elenco_istruttori_detail.php?monopinna=%25&tfRegione2=Emilia+Romagna&tfCognome2=&btOk2=Ok&ID=98 |