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Scritto da Emanuela Corbo
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giovedì 18 ottobre 2007 |
Riccardo Mazzi è istruttore AA dal 1998, ma apneista fin da piccolo. Uno di quei ragazzi prodigio che neanche di fronte ad un gravissimo incidente in mare è riuscito, per fortuna a farsi scoraggiare per poter ottenere risultati incredibili.
Nel 1999 ha partecipato alla sua prima competizione come atleta della nazionale italiana al Derby International de Plongè a Nizza gara a squadre che ha visto il team azzurro classificarsi al 3 posto.Da quel momento in poi è stato un susseguirsi di gare e competizioni internazionali a squadre che per ben tre volte lo ha visto, assieme ai suoi compagni, per ben tre volte campione del mondo. Riccardo è anche istruttore di apnea e pesca in apnea Fipsas e istruttore di specialità monopinna e kids as Dophins per la didattica AA. Un grande sportivo e soprattutto un amante del mare a 360°. Quando hai iniziato a fare apnea e perché? L’origine della mia passione per l’apnea si perde nei miei ricordi, da quando ho iniziato a nuotare ,e avrò avuto cinque-sei anni, mi rivedo a percorrere le piscine in immersione a rana .Il nuoto per me è sempre stato più che altro subacqueo, mi annoiavo infatti a percorrere vasche su vasche in superficie, quello che mi attraeva era quello che potevo trovare sotto! La mia fortuna è stata quella di trascorrere da sempre le mie vacanze estive in Sardegna e lì ho iniziato in compagnia di amici a insidiare i primi pesciolini e polpetti armato di un asta di fucile con la fiocina, è così che ho iniziato ad amare il mare e a sentirmi sempre più a mio agio in apnea.Visto il tempo che trascorrevo in acqua , i miei genitori ,preoccupati che potessi farmi male data l’inesperienza , mi hanno iscritto ad un corso di apnea che si teneva a Modena la mia città, nel periodo invernale.Avevo tredici anni, è stata un ‘esperienza molto bella , il corso era federale e a quei tempi era ancora molto di stampo “militare”della serie o ce la fai o ti spezza, io ce la feci e anzi mi misi in evidenza per le mie capacità. Un aneddoto ricordo con nostalgia, l’uscita al mare la facemmo al Giglio e ad un istruttore cadde il fucile in acqua dal gommone ,ad un certo punto mi chiese se potevo recuperarglielo visto che lui non ci arrivava, io al primo tentativo lo trovai sul fondale e prontamente glie lo restituii, ne furono tutti molto colpiti, il fondale era a oltre 25 metri. Dopo il corso mi avvicinai al mondo delle gare di pesca subacquea, una disciplina molto bella,ma per la quale non dimostravo la “grinta” necessaria, preferivo infatti insidiare i dentici anche quando per vincere bisognava puntare sui labridi o cercare tana per tana.Io ero attratto già allora dalla profondità e ho imparato a mie spese che il pesce va cercato e pescato là dove si trova, quindi anche in acqua bassa e che non sempre è esatta l’equazione profondità = pesce , ricordo a tal proposito l’umiliazione ad una competizione, dove feci cappotto, alla vista di un concorrente visibilmente sovrappeso e con sigaretta che gli pendeva dalle labbra, che mostrava orgoglioso un portapesci stracolmo di grossi saraghi che aveva preso in basso fondale, della serie “l’esperienza è tutto”!Continuai ad avere la passione per l’apnea anche dopo un grave incidente che mi capitò nel 1986: quell’anno fui investito da un gommone che con l’elica mi procurò gravi ferite alla schiena e ad un braccio che mi furono suturate con 140 punti senza anestesia. Tra l’altro l’investitore non mi raccolse e me la dovetti fare a nuoto fino alla riva .Decisamente una brutta esperienza per un ragazzino ma che non minò minimamente la mia passione per il mare.La svolta che cambiò definitivamente il mio modo di intendere l’apnea fu la partecipazione al corso istruttori Apnea Academy del 98.Fu una delle esperienze più belle che ricordi, dieci giorni “di fuoco” a Santa Teresa di Gallura con uno staff istruttori d’eccezione,campioni come Pelizzari, Mazzarri, Battaglia e Carrera, alternavano i loro consigli agli insegnamenti preziosi dello psicologo Lorenzo Manfredini oltre al contributo di tutti gli altri componenti lo staff. Grazie a loro riuscii a rimuovere tutti i limiti mentali che ancora mi privavano della gioia di scendere in serenità e consapevolmente.Anche qui ebbi delle conferme, se ancora ce ne fosse stato bisogno, del il mio amore per la profondità, fui infatti uno degli unici due allievi a raggiungere il fondo a oltre 50 mt nella prova di variabile che all’epoca si faceva con cintura di zavorra da 12 kg legata ad una cima salpata a braccia dall’infaticabile Battaglia.Visti i miei buoni risultati in statica e in costante, Pelizzari mi congedò dal corso dicendomi di tenermi allenato in vista delle prossime gare di apnea che si sarebbero tenute l’anno successivo. Fu quello l’inizio della mia attività agonistica e della mia presenza in nazionale che si protrasse per tre intensi anni fino a concludersi con la partecipazione e la vittoria ai Campionati del Mondo di Ibiza del 2001. Nelle gare di apnea mi venne fuori quella grinta che mi mancava in precedenza e che trasformai in capacità di concentrazione e capacità di rilassarmi sotto stress. Feci di questo la mia forza e scoprii di essere alquanto freddo e determinato durante le competizioni togliendomi la soddisfazione di battere avversari teoricamente molto più forti di me.Parallelamente all’attività agonistica mi è sempre piaciuto unire due mie grandi passioni, quella per i viaggi e quella per la pesca sub organizzando viaggi intorno al Mondo che mi hanno portato a fare esperienze indimenticabili, a conoscere luoghi e genti meravigliose e a fare incontri con animali marini veramente toccanti. Così ho iniziato a fare apnea e sono arrivato ai risultati in gara, e per le emozioni sempre intense che mi fa provare lo stare in acqua, continuo a farlo. Quale è il tuo attuale impegno nell'apnea? Attualmente mi sto dedicando all’insegnamento, per me è molto importante riuscire a trasmettere anche agli altri la passione e le emozioni che provo in mare e non posso sopportare che ancora tanti ragazzi e ragazze si immergano senza conoscere le più elementari norme di sicurezza.Per fare qualcosa di concreto ho fondato una Associazione Sportiva Dilettantistica chiamata Nonsoloapnea con la quale sto operando d’inverno nelle province di Modena e Reggio Emilia e d’estate all’isola d’Elba ed in Sardegna organizzando corsi stage , attività ricreative e di allenamento.Dal 2000 faccio parte dello Staff dei corsi istruttori Apnea Academy,e sempre per la stessa didattica sono anche Responsabile di Zona per l’Emilia Romagna e le Marche e mi dedico alla formazione e alla selezione dei futuri candidati istruttori.Allo stesso tempo partecipo ad attività socialmente utili come organizzare eventi di pulizia dei fondali e prendere parte a manifestazioni di solidarietà con rappresentative di apneisti. Quali sono i tuoi programmi per il futuro? In futuro ho intenzione di ampliare le attività della mia società coinvolgendo più persone possibile soprattutto avvalendomi di giovani promettenti che ho intenzione di avviare all’insegnamento.Voglio organizzare nuovi eventi per far provare a tutti l’ assetto variabile una disciplina veramente divertente e poco impegnativa, crociere di vela e apnea e pesca subacquea per fare sì che sempre più persone possano condividere le medesime esperienze che io ho avuto la fortuna di poter provare.Ho anche tanta voglia di ritagliarmi qualche momento da dedicare alla pesca subacquea che ultimamente ho un po’ trascurato.E per concludere ho intenzione di ritoccare i miei massimali in costante, le maggiori profondità le ho raggiunte con le due pinne, ora con la monopinna chissà?Che dire di più, senz’altro nel mio futuro vorrei vedere ancora tanta acqua e tanto blu. |
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 18 ottobre 2007 )
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