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Ho conosciuto Andrea a bordo di una barca a vela parecchi anni fa. È un grande amante del mare e della terra. Di lui posso dire che conoscerlo è stata davvero una fortuna perché posso dire che è un uomo che non chiede mai e che non si aspetta mai nulla. Sua è la per me oramai famosa frase: non faccio gare, non faccio massimali… io vado in là! È un modo di interpretare l’apnea con serenità e allo stesso tempo con parecchia competizione principalmente con se stesso. Andrea non si può riassumere in poche righe ma è un uomo che nella vita sportivamente ha fatto di tutto. Dal judo al nuoto, al rugby al salvamento.
È istruttore AA dal 2002 e atleta già in tenera età. Ha vinto un campionato italiano a squadre di apnea e presenziato su numerosi podi nella sua carriera tra questi anche a livello di campionati italiani individuali. Andrea è un amante della vita e un filantropo a tutti gli effetti. Spesso mi sono ritrovata a chiedergli consigli sull’allenamento e ho sempre ricevuto generosi contributi sull’argomento. Per lui l’amicizia e il divertimento vengono prima della competizione e delle gare, questo è il motivo per cui è davvero facile incontrarlo alle gare solo per il puro gusto di esserci e di partecipare per poter passare una giornata serena in amicizia e per “andare in là o in giù“. Andrea in questi anni è rimasto sempre in disparte rispetto alla scena agonistica anche se la stima nei suoi confronti negli anni non ha fatto altro che aumentare. Io in particolare gli ho sempre invidiato e lui lo sa, la sua fatidica virata con la monopinna. Farsela spiegare è facile, riuscire a realizzarla un po’ meno. A lui questo mese ho posto le famose 3 domande per farvi conoscere meglio quest’uomo di poche parole! 1) quando hai iniziato a fare apnea e perché?Non ricordo quando ho iniziato ad immergermi in apnea, e’ qualcosa che fa parte di me da quando sono nato. Cresciuto girellando sui gommoni tra le isole del mediterraneo, ho sempre indossato maschera, pinne e mute appena sono cresciuto un po’, e di questo debbo ringraziare mio padre, . Ho passato tante estati e qualche inverno, nuotando, pescando e raccogliendo conchiglie, fino al 2002. Quell’anno ho frequentato il corso istruttori AA e scoperto, realmente, il blu. 2) qual è il tuo attuale impegno nell’apnea?In misura sempre maggiore mi sono avvicinato alle tecniche di respirazione e rilassamento, cercando in un primo tempo di trasmetterle durante i corsi per poi di trasferirle e fonderle con l’allenamento, grazie anche all’aiuto di alcune persone con cui mi confronto : Francesca, Matteo e Michele.Sto organizzando insieme alla società Altrovento e ad altri istruttori AA, degli stage in barca a vela con l’intento di riuscire appunto a trasmettere attraverso un contatto stretto con il Mare l’equilibrio ideale tra corpo e mente, anima vera, della nostra disciplina. 3) Quali sono i tuoi progetti per il futuro?Mi piacerebbe inoltre dare un seguito allo stage che sto organizzando, insieme ad un gruppo meraviglioso di amici, a favore di Emergency perché sono convinto che l’apnea possa dar molto al sociale. Magari, con calma, farò anche una gara o due.Grazie Andrea, in bocca al lupo per i tuoi progetti! |